Dal 2 agosto 2026 diventano applicabili gli obblighi per i sistemi ad alto rischio, gli obblighi di trasparenza e il regime sanzionatorio dell’AI Act. Le multe arrivano fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale per le pratiche vietate, fino a 15 milioni o il 3% per le altre violazioni (fonte: Namirial e Money.it, luglio 2026). In Italia la vigilanza e’ affidata all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con AgID come autorita’ di notifica (legge 132/2025).
Cosa significa per la tua impresa
C’e’ un equivoco diffuso: l’AI Act riguarda le big tech, non la mia azienda. Falso. La maggior parte delle imprese italiane e’ deployer: usa sistemi di AI acquistati da terzi (chatbot, strumenti di scrittura, gestionali con funzioni intelligenti). Anche i deployer hanno obblighi. L’articolo 50 impone di informare le persone quando interagiscono con un sistema di AI o quando un contenuto e’ generato artificialmente. Se usi un chatbot, se generi testi o immagini con l’AI, se automatizzi decisioni che toccano clienti o dipendenti, devi poter dimostrare che quell’uso e’ governato, tracciato e trasparente.
Come sfruttarla
Quattro passi: censisci ogni sistema AI in uso; classifica il rischio di ciascuno rispetto all’Allegato III; attiva la trasparenza con dichiarazioni chiare e log tracciabili; forma il personale, perche’ l’AI Act richiede l’alfabetizzazione AI di chi usa questi sistemi. La conformita’ non e’ solo difesa: un’azienda che usa l’AI in modo trasparente e documentato comunica affidabilita’ a clienti, partner e bandi pubblici che sempre piu’ la richiedono.
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