Dopo i chatbot arriva la vera rivoluzione: gli agenti di intelligenza artificiale. Anitec-Assinform ha pubblicato un nuovo paper — “Dall’IA tradizionale agli agenti intelligenti” — per aiutare le aziende a orientarsi, realizzato dal Gruppo di Lavoro “Intelligenza Artificiale” con il contributo di HPE, IBM, Oracle, Salesforce e altri.

Fonte: Anitec-Assinform, paper "Agenti di IA"; rapporto "Il Digitale in Italia 2026", giugno 2026.

Cosa sono gli agenti AI (in parole semplici)

Un chatbot risponde a una domanda. Un agente AI fa qualcosa. È un’entità autonoma capace di interagire proattivamente con l’ambiente digitale: ragiona, pianifica ed esegue azioni complesse, arrivando a coordinarsi con altri agenti.

Un esempio pratico per una PMI: invece di un assistente che ti dice “ecco come si compila un ordine”, un agente che riceve la mail del cliente, verifica la disponibilità a magazzino, prepara la conferma d’ordine e la mette in coda per l’approvazione. Il salto è dall’informazione all’azione.

I numeri che contano

Il rapporto “Il Digitale in Italia 2026” fotografa un mercato in forte accelerazione: l’AI è la tecnologia con il più alto tasso di crescita dell’intero digitale nazionale. Il mercato dell’IA in Italia ha superato 1,3 miliardi di euro, con un incremento vicino al 47% in un solo anno.

Ma sul fronte agenti c’è ancora tanta strada: i sistemi di Process Orchestration e Agentic AI rappresentano appena il 4% del mercato italiano. Un dato che, letto insieme alle previsioni globali di Gartner (spesa mondiale per l’AI agentica a 201,9 miliardi di dollari nel 2026, +141% sull’anno prima, con il 40% delle applicazioni enterprise che integreranno agenti task-specific), racconta una cosa sola: siamo all’inizio di una curva molto ripida.

Cosa significa per la tua impresa

Chi si muove ora ha un vantaggio competitivo enorme, perché il mercato è ancora in fase embrionale. Ma “muoversi” non vuol dire buttarsi sull’ultima moda tecnologica. Vuol dire capire dove un agente può togliere lavoro ripetitivo alle persone e restituire tempo.

I processi dove gli agenti danno risultati più rapidi nelle PMI sono spesso i meno “glamour”:

  • Gestione e smistamento di mail e richieste clienti.
  • Preparazione di preventivi e conferme d’ordine.
  • Riconciliazione di documenti e dati amministrativi.
  • Monitoraggio di scorte, scadenze, solleciti.

Attenzione: autonomia significa governance

Lo stesso studio di Anitec-Assinform insiste su un punto: gli agenti vanno usati in modo responsabile. Più un sistema è autonomo, più servono regole chiare su cosa può decidere da solo e cosa deve passare da una persona. È il tema della supervisione umana, che si intreccia direttamente con l’AI Act.

Per una PMI il percorso corretto è graduale: partire da un processo pilota, misurare il tempo risparmiato e la qualità, poi estendere. L’errore da evitare è delegare all’agente decisioni critiche senza controllo.

Il primo passo è la formazione

La tecnologia è pronta; spesso non lo sono le persone. Prima di introdurre agenti in azienda serve che il team capisca cosa può (e non può) fare l’IA, come dialogarci e come controllarne l’output.

Articolo collegato: "AI Act, dal 2 agosto obblighi e sanzioni per le imprese".

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