Le imprese italiane hanno iniziato a usare l’intelligenza artificiale, e lo hanno fatto in fretta. Secondo i dati Istat «Imprese e ICT» 2025, riportati nei giorni scorsi dalla stampa economica, il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza tecnologie di IA, contro l’8,2% dell’anno precedente: l’adozione è raddoppiata in dodici mesi.
Il dato che pesa: il divario tra grandi imprese e PMI
La crescita, però, non è uniforme. Tra le grandi imprese e le PMI resta una distanza di circa 37 punti percentuali. In pratica, l’IA è già un’abitudine per chi ha struttura e budget, e resta ancora un’eccezione per molte piccole e medie imprese. Il confronto europeo conferma il ritardo: in testa alla classifica, la Danimarca supera il 40% di imprese che usano l’IA.
Perché le PMI restano indietro: non è un problema di tecnologia
Dalla ricerca presentata da Confindustria e Nomisma nell’ambito di AI.DEA, il forum in programma a Varignana (Bologna) il 16 e 17 ottobre 2026, emerge un dato chiaro: circa il 60% delle aziende che non hanno investito in IA indica la mancanza di competenze come ostacolo principale. Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha definito il blocco «culturale e formativo», prima ancora che tecnologico o finanziario.
Lo conferma il mercato del lavoro: nel 2025 gli annunci che richiedono competenze di IA sono cresciuti del 93%. Le imprese cercano persone capaci di usare questi strumenti, ma la formazione interna fatica a stare al passo.
Cosa significa per la tua azienda
Il rischio non è «arrivare tardi alla tecnologia», che oggi è accessibile a costi contenuti. Il rischio è usarla senza metodo: strumenti scelti a caso, nessuna regola sui dati, nessuna misura dei risultati. Tre mosse concrete per questo trimestre:
- Mappa gli usi già in corso. Chiedi ai tuoi collaboratori quali strumenti di IA usano già: spesso sono più diffusi di quanto si pensi (ne parliamo nella guida alla policy aziendale sull’IA).
- Scegli un solo processo da migliorare. Preventivi, risposte ai clienti, report: uno alla volta, con un obiettivo misurabile (tempo risparmiato, errori ridotti).
- Investi prima sulle persone. Anche due ore di formazione pratica sul tuo caso reale valgono più di un abbonamento in più.
Per un quadro più ampio del ritardo delle PMI, leggi anche il paradosso dell’83,6% di PMI ancora senza IA.
Fonti: dati Istat «Imprese e ICT» 2025 e ricerca Confindustria-Nomisma (AI.DEA), come riportati da Teleborsa/Borsa Italiana e LaPresse.
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